E’ un appuntamento tradizionale, al quale non si può mancare. Lo spettacolo della Compagnia teatrale dell’Istituto Pacini quest’anno andrà in scena proprio l’ultimo giorno dell’anno scolastico. Minuetto (sottotitolo Scoppi di coppie) infatti sarà presentato al teatro Bolognini sabato 9 giugno alle ore 21, nell’ambito della rassegna “La scuola in scena”.

La rappresentazione è l’atto conclusivo di un lungo laboratorio, durante il quale, tra l’altro, i ragazzi si sono confrontati con testi di William Shakespeare, Eduardo De Filippo, Eugéne Ionesco, Tennessee Williams, Stefano Benni, riguardanti il tema della coppia, delle sue delizie e dei suoi conflitti.

Per alcuni degli studenti che saliranno sul palcoscenico si tratta del momento finale di un percorso iniziato anni fa.

“Se penso alla Costanza di cinque anni fa – dice Costanza Beneforti, che quest’anno svolge anche il ruolo di aiuto regista -, vedo una piccola ragazzina con tante insicurezze e poca autostima. Grazie alla recitazione, adesso, posso dire di essere cambiata: ho interpretato vari personaggi in questi quattro anni e questi, con le loro strane personalità, mi hanno insegnato tanto e mi hanno fatto crescere. Ma non è solo merito loro se sono diventata la persona che sono adesso: un enorme ringraziamento va anche ai miei compagni, che mi hanno accompagnato in questo meraviglioso percorso e ovviamente al professor Grattacaso. Il teatro è una delle esperienze più belle che io abbia mai fatto”. 

“Ho iniziato la mia esperienza a teatro in terza – ricorda Allegra Poli -, ero dubbiosa, piena di incertezze e poco convinta. Arrivata in quinta, all’ultimo anno, non posso che sentirmi grata per la possibilità che mi è stata data e che ho colto, e ringrazio la me stessa di allora per aver avuto il coraggio di mostrarsi per quello che era, superando le sue vergogne. Porterò questa esperienza sempre con me, anche per le persone che mi hanno accompagnata, che ho imparato a conoscere e ad apprezzare, scoprendo amicizie vere di cui vado molto orgogliosa”.

“Con Minuetto – le fa eco Caterina Panconesi – concludo, con un po’ di malinconia, un lungo percorso iniziato quattro anni fa, che mi ha dato tante soddisfazioni e mi ha fatto crescere. Grazie a questa esperienza sono riuscita a conoscermi, a migliorarmi, a mettermi in gioco prendendo più fiducia in me stessa. Ho creato e rafforzato amicizie con persone che mi hanno spesso ispirata. Anche se ne conosco solo una piccolissima parte, mi sono affezionata a questo magico mondo del teatro, che rappresenta per me condivisione, impegno e passione”.

Daniele Ferrucci invece è alla sua prima esperienza: “Questo è il mio primo anno di teatro: un po’ in tutto abbiamo riscontrato difficoltà, ma grazie all’impegno e alla determinazione ce l’abbiamo fatta. Credo di essere cambiato in meglio, anche grazie ai rapporti con gli altri studenti della compagnia, che sono stati ottimi”. 

“Anche io sono al primo anno di teatro – aggiunge Andrea Ferrucci – e ho capito subito che una delle cose fondamentali per raggiungere buoni risultati è l’impegno e la determinazione. Il rapporto con gli altri è stato ottimo anzi fantastico”.

“Trovo che il teatro sia stata un esperienza un’esperienza positiva – afferma Emanuela Baci, che ha iniziato in prima ed è al secondo anno di laboratorio -. Non solo mi ha aiutato a esprimermi meglio e trasmettere le mie idee chiaramente, ma anche a essere più estroversa e meno chiusa in me stessa, facendo amicizia con persone più grandi di me. Per questo è doveroso ringraziare i miei compagni che si sono mostrati gentili e pronti a darmi una mano per qualsiasi incertezza, facendo sparire il divario che spesso si crea fra alunni del biennio e alunni del triennio. Infine un altro motivo per cui trovo il teatro un’esperienza positiva è il fatto che è divertente e interessante interpretare personaggi con un proprio carattere e una storia da raccontare e vedere come l’interpretazione cambia a seconda di chi sta recitando, facendo risaltare anche la personalità dell’interprete”.

Anche Alice Giuntini è alla seconda esperienza:  “Ammetto che lo scorso anno non mi sono buttata nell’esperienza del teatro per una questione di passione, ma per il semplice obiettivo egoistico di eliminare quella terribile insicurezza che mi penalizzava. Il teatro mi ha insegnato, in modo del tutto inaspettato, come quella insicurezza era invece solo la paura di mostrarsi pienamente per ciò che sono. Grazie al teatro, e agli ottimi compagni incontrati in questi due anni di esperienza, ho capito che non c’è modo migliore di sentirsi parte di questo mondo se non mostrandosi in modo trasparente di fronte a tutti, riuscendo in questo caso a mettere del proprio in ogni personaggio interpretato”.

“Infatti – aggiunge Sara Nesi, che invece è una veterana del gruppo – il nostro laboratorio teatrale è un’esperienza che va oltre la preparazione dello spettacolo: dietro quella serata di fatica e divertimento c’è la storia del nostro gruppo, in cui la finzione scenica si intreccia con i rapporti umani, fra amicizie vecchie e nuove che ogni anno ci uniscono. Questi anni per me sono stati bellissimi, perché nonostante le difficoltà sempre diverse che abbiamo incontrato nel nostro percorso attraverso la forza del gruppo siamo riusciti a superare questi ostacoli, rinnovando e rinnovandoci”.

E’ stato uno dei punti di forza degli spettacoli degli ultimi anni e non ha voluto mancare al laboratorio partito nel novembre scorso e alla recita del 9 giugno. Matteo Gonfiantini si è diplomato lo scorso anno, ma sarà uno dei protagonisti anche di Minuetto. “La mia collaborazione di quest’anno segna la conclusione definitiva della mia esperienza teatrale all’interno del mio Pacini. Cinque anni in cui ho avuto modo di conoscere delle persone meravigliose, che mi hanno aiutato ad aprirmi e ad essere meno introverso. Continuerò questo percorso anche al di fuori delle mura paciniane nella speranza di poter fare dello spettacolo, un domani, la mia vita”.

Completano la Compagnia Giulia Benelli, Claudio Gjeloshi, Chiara Malvaso.

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