Il 18 maggio la 5 A e la 5 D linguistico, accompagnate dalla prof.ssa Iacopini e dai prof. Mauro e Capecchi, oltre che dalla Dirigente, prof.ssa Baroni che ha fin da subito sostenuto il progetto, hanno avuto l’opportunità di visitare la casa circondariale di Pistoia. La visita si situava alla fine di un percorso didattico iniziato l’anno scorso durante l’ora di religione, quando i ragazzi hanno affrontato i temi della giustizia, della colpa, del perdono con uno sguardo alla Costituzione e uno al Vangelo.
Il tema del carcere, delle pene e della rieducazione di chi ha commesso reato, oltre a quello della pena di morte, hanno suscitato accese discussioni; oltre a documenti giornalistici sull’argomento, nel maggio scorso avevamo incontrato il direttore del carcere di Pistoia, dott. Tazio Bianchi – che era apparsa persona di illuminata intelligenza e forte senso di umanità – insieme a alcuni esponenti del personale carcerario, altrettanto attenti nel trattare un argomento così delicato e ricco di sfaccettature.
La visita però, com’è naturale, è stato il momento culminante e prodigo di emozioni di questo percorso che, vista la disponibilità del dott. Bianchi, speriamo sia solo il primo di tanti per il nostro istituto.

Riportiamo sotto solo alcune frasi di quanto i ragazzi hanno scritto a commento di questa inusuale uscita didattica:

Stare lì, vedere, sperimentare, toccare con mano, ma soprattutto vivere la realtà detentiva mi ha permesso di sentirmi in realtà molto vicina alle persone che ogni giorno si trovano private della propria libertà. Abbiamo visto ragazzi, uomini adulti, padri di famiglia, ai quali non è consentito ciò che per noi è banale: mangiare un gelato, fare la spesa, accompagnare i propri figli a scuola…
Nicole, 5A linguistico

Visitare il carcere è stata un’esperienza inquietante inizialmente, ed emozionante… Penso di aver imparato molto e di aver compreso meglio la realtà carceraria, che non è quella che vediamo nei film.
Ludovica, 5A linguistico

La visita al carcere è stata un’esperienza positiva, senza dubbio da ripetere. Ci ha aiutati ad avvicinarci ad un mondo non tanto lontano da noi e al quale spesso guardiamo con aria di disprezzo e superiorità.
Martina, 5A linguistico

La cosa più forte e d’impatto è stata vedere le dimensioni di una cella, molto piccola, in cui i detenuti stanno chiusi durante la notte … Molti hanno famiglia e bambini piccoli, e la cosa più triste è sapere che ad uno di questi non è stata spiegata la vera situazione del padre (crede che sia lì a lavorare!).
E’ stata un’esperienza che fa riflettere. Come ci ha detto un detenuto: “Non prendete mai scorciatoie nella vita, non portano mai a qualcosa di buono”.
Maria Camilla, 5A linguistico

Mi ha colpito in particolare l’attitudine dei detenuti a raccontarci la loro vita all’interno del carcere e hanno dimostrato il loro pentimento nei confronti di ciò che hanno commesso.
Chiara M. , 5A linguistico

Spero che questa esperienza venga ripetuta nei prossimi anni perché abbiamo spesso una concezione distorta della vita in carcere.
Chiara C., 5A linguistico

E’ stata un’esperienza di grande impatto. Mi ha fatto riflettere molto su cosa significhi veramente la libertà e la sua privazione. La visita mi è servita anche per abbattere certi pregiudizi che avevo nei confronti dei carcerati, che in fondo sono persone comuni, con una dignità, anche se nel corso della vita hanno commesso errori.
Matilde, 5A linguistico

E’ stato impressionante e forte immaginare sul serio e prendere in considerazione per la prima volta cosa significhi privazione della libertà in tutti gli aspetti, costrizione alla vita comunitaria in quel luogo.
Per la prima volta mi sono messa a pensare cosa significhi trovarsi là dentro, essere colpevoli e convivere con tutto questo.
Beatrice, 5A linguistico

Quella di Pistoia è una realtà piccola rispetto ad altre carceri, gestita un po’ come una comunità, questo è l’aspetto secondo me più positivo perché permette di mantenere una relazione di umanità tra le persone all’interno, di non rimanere anonimi e di poter vivere comunque un’esperienza positiva e migliorarsi, nonostante la situazione di disagio del detenuto.
Camilla Z. , 5A linguistico

L’incontro con i detenuti mi ha aiutata a considerarli in maniera diversa: prima come esseri umani e dopo come detenuti. Attraverso i loro racconti ho capito, infatti, che sono persone come tutte le altre, ma con una vita difficile che li ha portati a compiere certe azioni.
Ilaria, 5A linguistico

Le mie emozioni: curiosità, ma anche desiderio di fuggire, la libertà è tutto per me; entrare in quella cella minuscola mi ha segnata.
La vita è una sola ed è tristemente breve … Perché sprecare un dono chiusi per anni in uno schizzo di stanza? Cosa vale di più del vivere da esseri liberi? Non i soldi, non il potere, niente!
Chiara G, 5D linguistico

L’oppressione di quelle porte che si aprono e si chiudono subito dietro di te è stata la cosa che più mi ha colpita, ma egualmente toccante è stato vedere le celle, quei piccoli spazi che a mala pena permettono di scendere dal letto e sgranchirsi le gambe.
Sara, 5D linguistico

Il momento che mi ha commosso di più è stato l’incontro con alcuni detenuti, quando questi hanno raccontato le proprie storie nascondendo dietro a qualche risata scherzo battuta, la sofferenza enorme e per noi impossibile da comprendere fino in fondo: sofferenza per i figli, le mogli, le madri con cui non possono più vivere.
Costanza, 5D linguistico

La cosa che mi ha colpita di più è il fatto che non hanno detto di vivere la prigione come un’ingiustizia ma di saper vedere il lato positivo, un possibile nuovo inizio con speranza e voglia di migliorare.
Laura, 5A linguistico

La visita alla casa circondariale di Pistoia è stata toccante! … Mi ha fatto sentire ancora più attaccata alla mia libertà, così importante e così facile da perdere.
Giulia, 5A linguistico

La visita ha permesso anche di scardinare i nostri pregiudizi, permettendoci di considerare quelli che con un’unica parola chiamiamo “criminali”, o “delinquenti”, come uomini comuni, come tutti noi.
Sara, 5A linguistico

E’ stato molto strano vedere dei giochi per bambini in un carcere e pensare che alcuni piccoli vanno lì a trovare il padre!
Linda, 5A linguistico

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